Campionamento terreni

Scopo della prova

L’indagine ambientale sul suolo e sottosuolo è mirata alla conoscenza diretta del loro stato qualitativo tramite l’analisi chimica di campioni appositamente raccolti. Il campione deve rappresentare la matrice da cui proviene in modo tale da poter offrire, mediante l’analisi chimica, un quadro esaustivo dello stato qualitativo di quest’ultima.

Un campione di terreno da sottoporre ad analisi di laboratorio deve garantire che:

-   non si è modificata la composizione chimica del campione sottoponendolo a riscaldamenti, lavaggi o contaminazioni provenienti dagli strumenti di perforazione;

-   la posizione planimetrica e la profondità è stata rilevata con precisione;

-   il campione dopo il prelievo, sino al momento della consegna al laboratorio di analisi, sia stato conservato secondo le modalità prescritte.

Tuttavia, la natura prevalentemente non uniforme dei terreni rende difficile estendere le caratteristiche chimiche e fisiche di un singolo campione ad una porzione estesa della matrice di provenienza. Al contrario, ogni campione è rappresentativo esclusivamente di una porzione di terreno nell’intorno del punto di prelievo le cui dimensioni dipendono da molteplici fattori quali la dimensione dei granuli di terreno, la loro natura, le discontinuità stratigrafiche, l’omogeneità e l’isotropia della matrice, la presenza di acqua, la natura e la concentrazione di eventuali contaminanti, ecc..

L’efficacia di un campionamento dipende strettamente dalla quantità di campioni prelevati: maggiore il numero dei campioni, maggiore la sua rappresentatività.