Monitoraggi strutturali statici e dinamici

Il monitoraggio strutturale ha assunto negli ultimi anni una sempre maggiore importanza per la diagnosi ed il controllo delle costruzioni.
Nelle costruzioni l'impianto strutturale rappresenta l'insieme delle componenti destinate a sostenere, ripartire e trasferire le sollecitazioni da un punto all'altro dello spazio. L'impianto strutturale è quindi il mezzo attraverso cui migrano i carichi dal punto di applicazione al sistema fondale.
Nel valutare le condizioni di una struttura si dovrà tener conto dell'attuale capacità di trasferire le sollecitazioni con adeguati margini di sicurezza.
La presenza di un quadro fessurativo in una struttura (più o meno articolato) da origine, indubbiamente, ad una possibile diminuzione nel tempo dei margini di sicurezza globali o locali dovuti a fenomeni fisiologici o patologici.
Quando il quadro fessurativo di una struttura è in evoluzione occorre predisporre apposito monitoraggio con indagini deformometriche dei movimenti attivi e delle rotazioni per delineare l'origine, l'entità e le leggi evolutive del fenomeno, allo scopo di definire il tipo di intervento e di controllarne gli esiti. Tale monitoraggio, al fine di depurare le letture dall'eventuale influenza delle variazioni giornaliere o stagionali di temperatura, dovrebbe protrarsi per almeno 18 mesi.

STRUTTURALE

Con il termine "monitoraggio strutturale"si intende il controllo del comportamento di una struttura per periodi di tempo medio o lunghi. Due possono essere gli obiettivi di un intervento di monitoraggio:-conoscere il comportamento "normale"di una struttura sotto le azioni di esercizio, compresi i "fenomeni ciclici"come le variazioni di temperatura e quelle delle falde freatiche;-controllare eventuali evoluzioni di fenomeni "patologici".In entrambi i casi il monitoraggio costituisce una fonte fondamentale di conoscenza di un manufatto e come tale rientra certamente tra le procedure utili in un processo di rilievo ed identificazione, malo costituisce ancor di più quando sussistono manifestazioni che inducono all'attenzione.
Al fine di cogliere e distinguere i fenomeni ciclici da quelli patologici è in genere necessario che il tempo di controllo venga esteso a periodi superiori a quelli delle azioni cicliche (quindi almeno a più di un anno).Per l'individuazione dei fenomeni "patologici"(ad esempio l'incremento di lesioni e di dissesti), dato che fortunatamente tali fenomeni sono per lo più assai lenti (ma non per questo da sottovalutare ai fini della sicurezza),possono essere necessari anche periodi di tempo assai lunghi, che devono essere valutati per non creare attese vane o costi imprevisti. Per conoscere il comportamento "normale"e definire le correlazioni tra azioni e risposte strutturali, devono essere sottoposti a controllo anche i fenomeni perturbativi. In particolare per le "azioni termiche",che sono uno dei principali motori che inducono deformazioni cicliche, è in genere opportuno che vengano disposti termometri all'esterno, all'interno dell'edificio e nelle murature, in modo da evidenziare anche le inerzie termiche.
Il progetto del sistema migliore di un monitoraggio dovrà essere attentamente scelto in funzione dell'importanza degli edifici e dei dell'importanza degli edifici e dei fenomeni che si intende rilevare. fenomeni che si intende rilevare. Esistono infatti metodi estremamente economici e tradizionali (e purtroppo molto frequenti)che non consentono nella maggior parte dei casi di assolvere perfettamente al loro compito, come è possibile assolvere con più alta precisione il compito affidato mediante l'installazione di basi di misura fisse mediante l'utilizzo di strumenti removibili (deformome tricentesimali o millesimali manuali) o ancora con maggiore precisione come i sistemi automatici raffinati. Certamente la diffidenza che si è sviluppata negli ultimi tempi per tali sistemi è dovuta a errate scelte operative. Come rilievo del comportamento nel tempo il monitoraggio può essere utilmente esteso anche al passato.
È infatti possibile, analizzando attentamente una lesione o un dissesto, con l'ausilio di informazioni storiche, definire l'evoluzione nel passato dei fenomeni e valutare le variazioni attese come vecchie stuccature, antiche spie, leghe e catene, correlate a modifiche ad alterazioni strutturali, eventi sismici od altro, che costituiscono informazioni di estrema utilità per la datazione delle lesioni e per lo studio della loro evoluzione e pericolosità attuale.